Mastoplastica Additiva

MastoplasticaIl SENO rappresenta storicamente il principale attributo di femminilità in una donna, ed è quindi naturale l’aspirazione ad averlo sodo, pieno ed alla giusta altezza. L’intervento più diffuso consiste nell’inserimento di protesi al silicone di ultima generazione, la cui taglia e forma dipendono ovviamente dalle esigenze ed aspettative del singolo paziente.

Usando protesi e tecniche adeguate il risultato è assolutamente naturale


Spieghiamo come avviene la Mastoplastica Additiva al SENO :::

E’ l’intervento di chirurgia estetica attualmente più diffuso nel sesso femminile. Con esso si ridona un’armonia di forma e volume al seno con l’ausilio, o meno, di protesi mammarie. Il problema di una mammella può anche essere, oltre alla piccolezza, quello di un’eccessiva grandezza ( ipertrofia) o di una discesa (ptosi), talora accompagnata da svuotamento o  di un’asimmetria o  di una anomalia in senso generale. In taluni casi, con le attuali tecniche, per ingrandire le mammelle, si può fare a meno delle protesi e sfruttare lo stesso tessuto ghiandolare a disposizione per un modellamento “riempitivo”(auto protesi), o addirittura utilizzare il tessuto adiposo del soggetto stesso o acido ialuronico iniettabile, evitando così veri e propri interventi invasivi. Il problema “seno” può riguardare anche l’uomo, quando affetto da Ginecomastia (eccessivo volume della mammella, che acquista così, caratteristiche femminili). In tali casi la soluzione consiste in una asportazione della ghiandola in eccesso e/o lipoaspirazione, sempre , però, con accesso periareolare per dissimulare le cicatrici.

Cicatrici :

Le cicatrici sono poco accessibili allo sguardo o mimetizzate nei segni naturali della pelle (solco sottomammario, cavo ascellare, regione areolare, quadranti inferiori della mammella). Anche negli interventi di mastopessi (per ptosi) e di mastoplastica riduttiva (per ipertrofia), spesso, con le attuali tecniche, le cicatrici possono essere confinate in regione esclusivamente periareolare.

Età :

E’ possibile intervenire dal momento della maturità sessuale e del completo sviluppo della mammella (approssimativamente 16 anni), ma se il fine è esclusivamente estetico per legge bisogna aspettare i 18 anni. Anche in caso di Ginecomastia conviene attendere il completo assestamento della ghiandola, senza avere fretta di intervenire al primo turgore ghiandolare, anche se cospicuo, della pubertà.

dott.Donato Zizi

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