Peeling

Un peeling  consiste nell’applicazione di una o più sostanze in grado di distruggere/rimuovere una parte più o meno profonda della pelle innescando un processo di ricostruzione / rigenerazione, per lo più con la finalità di un miglioramento estetico.

E’ proprio la qualità dei processi ricostruttivi dermo-epidermici l’elemento determinante. Da non sottovalutare anche il comportamento del paziente nelle settimane successive  al trattamento, in particolare per quanto riguarda medicazioni e fotoprotezioni.

Spieghiamo come avviene il trattamemento del Peeling :::

A seconda della profondità di azione del peeling si ha una modificazione della pelle attraverso tre meccanismi:

  • diminuzione della coesione tra corneociti e cheratinociti contigui degli strati superficiali dell’epidermide con rimozione dello strato corneo e conseguente stimolazione della crescita epidermica
  • distruzione specifica ed asportazione di strati epidermici più profondi
  • induzione di una reazione infiammatoria a livello del derma con liberazione dei mediatori della flogosi che stimolano la produzione di fibre collagene e di sostanza fondamentale con conseguente rigenerazione di tessuto normale.

I peeling sono classificati in base alla profondità di azione che è influenzata sia dalla natura chimica che dalla concentazione, dal fototipo, dal tempo di applicazione, nonché i trattamenti impiegati nel pre e nel post peeling.

Se qualcuno fosse incuriosito dalla storia, nel papiro di Smith, viene descritto anche un peeling chimico con una maschera abrasiva composta da miele e particelle di alabastro per spianare le rughe. Gli antichi egizii usavano olii di animali, sale, alabastro e latte acido per migliorare l’estetica della cute; l ’agente attivo del latte acido era l’acido lattico un AHA (alfa-idrossiacido).

Nell’era moderna il primo impiego di peeling chimico si deve  al dermatologo tedesco Paul Gerson Unna (1850-1929) che per primo nel 1882 studia le proprietà desquamanti dell’acido salicilico, resorcina e del TCA (tricloroacetico). A seconda della profondità possiamo distinguere peeling superficiali, medi o profondi. Il superficiale dallo strato corneo si spinge fino al derma papillare, il medio fino al reticolare, il profondo coinvolge il reticolare a tutto spessore.

Il processo di peeling, se ben controllato e soprattutto se ben applicato a livello opportuno di profondità, produce un processo riparativo capace di rinnovare efficacemente gli strati interessati attenuando o eliminando discromie pigmentarie, cheratosi attiniche, rughe e cicatrici superficiali.

Come in ogni trattamento possono esserci delle controindicazioni :

  • Fototipi scuri IV-V
  • Fotoaging profondo
  • Esposizione solare continua
  • Uso di retinoidi OS
  • Chirurgia plastica recente
  • Terapia anticoagulante o chemioterapia
  • Tendenza a cicatrici ipertrofiche o cheloidi

dott. Donato Zizi